ieri sera i “tedeschi” ozil (turco), kedhira (maghrebino) e boateng (padre ghanese e madre tedesca) restavano muti all’esecuzione dell’inno nazionale, mentre i loro colleghi lo cantavano orgogliosi ed evidentemente tesi (anche se, secondo me, erano preoccupati…). niente male per una germania geneticamente nazionalista e cultrice del concetto, mai sopito ma semplicemente evolutosi, della superiorità non più della razza, ma della nazione tedesca. chissà se a berlino ci saranno polemiche per quel mutismo ostentato, chissà se mai ce ne sono state. crogiuolo etnico, la germania ha accolto e “messo al pezzo” milioni di immigrati che verso di lei evidentemente si sentono dei dipendenti, ma non dei “tedeschi”. dipendenti che, come tutti i dipendenti, nei confronti del loro datore di lavoro sentono un certo senso del dovere, anche con qualche punta di aziendalismo. insomma, una nazione da rispettare per necessità.
dall’altra parte, mario balotelli, ma anche angelo ogbonna, di origini ghanesi il primo, nigeriane il secondo. entrambi italiani di seconda generazione, esattamente come i loro colleghi tedeschi ozil, kedhira e boateng. loro l’inno italiano l’hanno cantato a squarciagola, con lo sguardo fiero rivolto in un punto imprecisato del cielo, con il catartico “si!!” finale pronunciato con la forza che si deve solo a un urlo di guerra, propiziatorio di una sfida tra due culture: il senso dello stato (tedesco) e il senso della patria (italiana). alla fine non poteva non vincere l’amor patrio contro il senso dello stato. e’ questa la differenza tra l’italia e il resto del mondo: noi siamo la patria anche dei senza patria, e a loro poco importa se il nostro non sia poi proprio uno stato efficiente, lucido, cromato e splendente. certo, ci girano le palle per gli asili nido ai figli degli immigrati, per l’assistenza sanitaria gratis et amore dei, per quella mano tesa che spesso ci fa incazzare, ma alla fine il saldo è zero: diamo, ma riceviamo anche. perché, non lo ammetteremo mai, ma l’italia non è una nazione. e’ uno stato mentale. grazie a dio e agli italiani, di ogni provenienza.
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