L'ecodoppler è una tecnica diagnostica che impiega l'effetto Doppler dei fluidi in movimento per rappresentare graficamente il passaggio di sangue nei vasi attraverso l'uso degli ultrasuoni. Ecco, oggi l'economia è come un sistema circolatorio complesso: complicato da fattori, politici, spesso non benevoli e da tenere sotto osservazione. magari con un ecodoppler. Appunto
lunedì 14 aprile 2014
Il coraggio di puntare sullo sviluppo
Anche la crescita ha la sua obsolescenza programmata.
Forse è questo il punto focale di una discussione che non si vuole affrontare: serve ancora, quanto serve e a chi serve parlare ancora di crescita? Cosa vuol dire esattamente “crescita”? quanto questo concetto è legato al benessere effettivo dei popoli? Perché si persegue la crescita, veramente, e non, magari lo sviluppo? E, soprattutto, quanto la crescita economica di uno stato, di una nazione, di un continente, porta questo effettivamente a svilupparsi? La crescita è il realizzarsi di una serie di contingenze di carattere economico, finanziario e commerciale che ha alla base la produzione e il consumo, il consumo e la produzione. Quando i due meccanismi vengono sincronizzati dalle giuste politiche determinano la crescita. E la crescita, una volta avviata, tende a “crescere”: e cresce, cresce, con la produzione che stimola i consumi che a loro volta stimolano la produzione che stimola i consumi… niente di diverso, se guardiamo bene, dallo svilupparsi di una qualsiasi bolla speculativa. Che, come ogni bolla, è destinata a scoppiare, se non è governata da una bilanciamento virtuoso dei suoi meccanismi di espansione. Una bolla speculativa, la crescita, la più grande, che ingloba tante bolle una dentro all’altra. La crescita è scoppiata negli Stati Uniti come una bolla qualsiasi. La crescita è scoppiata in Europa, come un’altra bolla. la crescita sta per scoppiare in Cina e in Brasile, esattamente con gli stessi presupposti già noti nei continenti “cresciuti”: puntare all’aumento dei consumi, che produce lavoro, che produce benessere per molti e ricchezza per pochissimi, in un continuo rincorrersi a depauperare le risorse del pianeta, sempre più difficili e sempre più costose da estrarre, da distribuire per garantire la “crescita” per tutti. Tanto costose da rendere insopportabili i costi di produzione a cominciare da quello del lavoro. E la bolla scoppia: disoccupazione, crollo dei consumi, crollo della produzione, benessere cancellato, scivolamento repentino delle classi sociali verso il basso, crollo della fiducia, depressione sociale su larga scala, scontento e rabbia scomposta. e una ricchezza liquida senza precedenti accumulata negli anni che oggi non si sa come rendere proficua proprio perché a mancare è la fiducia. La “crescita”, diventata paradossalmente obsoleta come tutta la tecnologia a obsolescenza programmata progettata negli ultimi cinquanta anni: come una banale stampante programmata per smettere di funzionare dopo 18mila copie stampate, solo perché così ordina un chip programmato al suo interno. Dopo 18 mila copie stampate non importa se la stampante sia ancora valida, ne devi comprare un’altra perché la crescita non può fermarsi. Quando il Pil mondiale è previsto in crescita del 3%, vuol dire che la bolla è scoppiata e che bisogna immediatamente rimodulare tutte le politiche economiche e sociali su un altro concetto: lo sviluppo. Perché si può crescere meno, ma svilupparsi molto di più riconquistando il benessere economico e sociale: preservando le risorse del pianeta, migliorando le condizioni dei popoli nella loro vita di tutti i giorni, perseguendo quel progresso che guardi a un futuro a lungo termine, fatto di qualità e di solidità: negli aspetti materiali come in quelli etici, politici e sociali. E qualità e solidità, avendo il tempo come alleato strategico, portano guadagno, sempre e per tutti.
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