La crisi diventa endemica non solo quando le
risorse si esauriscono, ma anche quando viene a diminuire progressivamente, fino a bloccarsi, la circolazione del denaro. E lo snodo centrale resta quello del credito,
sia per le famiglie che per le imprese, che ormai si trovano a bussare a porte
che restano chiuse.
Il mutuo resta un affare difficile per gli italiani: tra gennaio e maggio su 5 mila domande di finanziamento monitorate ne sono state accolte
solo una su sette. A fronte di un dato medio del 7%, chi risiede nelle Marche, in Lombardia o in Liguria riesce ad ottenere
il mutuo nel 10% dei casi; chi vive nel Sud riesce ad averlo, mediamente, nel
4% dei casi. I piu' avvantaggiati sono i cittadini delle Marche, della Lombardia e della Liguria: qui
siamo al di sopra della media nazionale, con percentuali di approvazione
prossime o superiori al 10%. La prima regione del Mezzogiorno compare oltre la meta'
della classifica, ben al di sotto della media italiana: in Campania ottiene il
mutuo solo il 5,0% dei richiedenti, in Basilicata il 4,8%, in Puglia il 4,7%,
mentre il fanalino di coda della classifica e' rappresentato dalla Calabria,
dove nemmeno 4 richieste su cento vengono accordate. A questi dati bisogna
affiancare quelli figli degli effetti immediati della crisi, che si chiamano
disoccupazione, cassa integrazione, mobilità e aziende chiuse o in crisi: il
7,7% delle famiglie italiane, 254.000, non ce la fa piu' a pagare le rate dei
mutui. E' il calcolo che giunge da Adusbef-Federconsumatori sulla base dei dati
Bce riferiti ad aprile 2013. Nel 2010 le famiglie in difficolta' con le rate
erano pari al 5% (stime Bankitalia). I 3,3 milioni di mutui riferiti ad aprile
2013, secondo le elaborazioni Adusbef su dati Bce, hanno una consistenza di
364,183 miliardi di euro. ''I tassi di interesse - si legge nella nota – a conferma
della voracita' delle banche italiane nell'imporre tassi sui mutui pari al
4,46% in media in Italia, contro il 3,34 della media Ue, con un differenziale
di 112 punti base, costringono un italiano che ha contratto un mutuo di 100mila
euro a 30 anni, a pagare una rata mensile di 64 euro piu' alta (768 euro in
piu' all'anno) del mutuatario di Eurolandia, con un pizzo di 23.040 euro in
piu' a conclusione del contratto di mutuo, rispetto ad un cittadino dell'area
Euro''. Secondo
Adusbef-Federconsumatori ''una quota del 33%'' dei 3,3 milioni di mutui, ''pari
a 1,1 milioni eccede il tasso soglia della legge antiusura 108/96 e sono
annullabili per usura''.
Ma Accelera anche il calo dei prestiti alle imprese.
Ad aprile 2013, secondo
quanto emerge dal Bollettino mensile dell'Abi, la dinamica dei prestiti alle
imprese non finanziarie e' risultata pari a -3,7% (-2,8% il mese precedente;
+1,3% un anno prima).
I Prestiti, nel complesso valutato su famiglie e
imprese, diventano sempre piu' a rischio.
Ad aprile, come emerge
dal bollettino mensile dell'Abi, le sofferenze lorde sono risultate pari ad
oltre 133 miliardi, 2,3 miliardi in piu' rispetto a marzo 2013 e +24,3 miliardi
rispetto ad aprile 2012, segnando un incremento annuo di circa il 22,3%.
Crollano i prestiti delle banche estere alle imprese
italiane.
Nel 2012 gli impieghi
erogati alle aziende da parte degli istituti di credito stranieri presenti in
Italia hanno registrato un calo del 9,9% rispetto all'anno precedente. E per le
sole filiali delle banche estere la flessione dei crediti alle imprese e' del
16%.
E dalla Banca d’Italia parte il richiamo al sistema
bancario
"Il sistema bancario deve fare la sua
parte. Non vi potra' essere ripresa duratura in mancanza di un adeguato
sostegno finanziario alle imprese". E' quanto ha evidenziato il vice direttore
generale di Bankitalia, Fabio Panetta.
Parte il Fondo di valorizzazione delle imprese,
basterà?
Il Comitato esecutivo
dell'Abi (associazione Bancaria Italiana) ha dato il via libera al progetto di
costituzione di un Fondo di Valorizzazione Imprese (FVI). Si trattera' di un
nuovo intermediario, istituito e gestito da una societa' di gestione del
risparmio (sgr), il cuiobiettivo sara' il rilancio e la valorizzazione delle
imprese sane main situazione di stress finanziario. Il Fondo potra' acquisire
crediti dalle banche e risorse finanziarie da investitori, intervenendo nel rafforzamento
dell'impresa fino al disinvestimento della partecipazione.
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