sabato 22 giugno 2013

Quando la crisi non ha credito

La crisi diventa endemica non solo quando le risorse si esauriscono, ma anche quando viene a diminuire progressivamente, fino a bloccarsi, la circolazione del denaro. E  lo snodo centrale resta quello del credito, sia per le famiglie che per le imprese, che ormai si trovano a bussare a porte che restano chiuse.
Il mutuo resta un affare difficile per gli italiani: tra gennaio e maggio su 5 mila domande di  finanziamento monitorate ne sono state accolte solo una su sette. A fronte di un dato medio del 7%, chi risiede nelle Marche,  in Lombardia o in Liguria riesce ad ottenere il mutuo nel 10% dei casi; chi vive nel Sud riesce ad averlo, mediamente, nel 4% dei casi. I piu' avvantaggiati sono i cittadini delle  Marche, della Lombardia e della Liguria: qui siamo al di sopra della media nazionale, con percentuali di approvazione prossime o superiori al 10%. La prima regione del Mezzogiorno compare oltre la meta' della classifica, ben al di sotto della media italiana: in Campania ottiene il mutuo solo il 5,0% dei richiedenti, in Basilicata il 4,8%, in Puglia il 4,7%, mentre il fanalino di coda della classifica e' rappresentato dalla Calabria, dove nemmeno 4 richieste su cento vengono accordate. A questi dati bisogna affiancare quelli figli degli effetti immediati della crisi, che si chiamano disoccupazione, cassa integrazione, mobilità e aziende chiuse o in crisi: il 7,7% delle famiglie italiane, 254.000, non ce la fa piu' a pagare le rate dei mutui. E' il calcolo che giunge da Adusbef-Federconsumatori sulla base dei dati Bce riferiti ad aprile 2013. Nel 2010 le famiglie in difficolta' con le rate erano pari al 5% (stime Bankitalia). I 3,3 milioni di mutui riferiti ad aprile 2013, secondo le elaborazioni Adusbef su dati Bce, hanno una consistenza di 364,183 miliardi di euro. ''I tassi di interesse - si legge nella nota – a conferma della voracita' delle banche italiane nell'imporre tassi sui mutui pari al 4,46% in media in Italia, contro il 3,34 della media Ue, con un differenziale di 112 punti base, costringono un italiano che ha contratto un mutuo di 100mila euro a 30 anni, a pagare una rata mensile di 64 euro piu' alta (768 euro in piu' all'anno) del mutuatario di Eurolandia, con un pizzo di 23.040 euro in piu' a conclusione del contratto di mutuo, rispetto ad un cittadino dell'area
Euro''. Secondo Adusbef-Federconsumatori ''una quota del 33%'' dei 3,3 milioni di mutui, ''pari a 1,1 milioni eccede il tasso soglia della legge antiusura 108/96 e sono annullabili per usura''.
Ma Accelera anche il calo dei prestiti alle imprese.
Ad aprile 2013, secondo quanto emerge dal Bollettino mensile dell'Abi, la dinamica dei prestiti alle imprese non finanziarie e' risultata pari a -3,7% (-2,8% il mese precedente; +1,3% un anno prima).
I Prestiti, nel complesso valutato su famiglie e imprese, diventano sempre piu' a rischio.
Ad aprile, come emerge dal bollettino mensile dell'Abi, le sofferenze lorde sono risultate pari ad oltre 133 miliardi, 2,3 miliardi in piu' rispetto a marzo 2013 e +24,3 miliardi rispetto ad aprile 2012, segnando un incremento annuo di circa il 22,3%.
Crollano i prestiti delle banche estere alle imprese italiane.
Nel 2012 gli impieghi erogati alle aziende da parte degli istituti di credito stranieri presenti in Italia hanno registrato un calo del 9,9% rispetto all'anno precedente. E per le sole filiali delle banche estere la flessione dei crediti alle imprese e' del 16%.
E dalla Banca d’Italia parte il richiamo al sistema bancario
 "Il sistema bancario deve fare la sua parte. Non vi potra' essere ripresa duratura in mancanza di un adeguato sostegno finanziario alle imprese". E' quanto ha evidenziato il vice direttore generale di Bankitalia, Fabio Panetta.     
Parte il Fondo di valorizzazione delle imprese, basterà?
Il Comitato esecutivo dell'Abi (associazione Bancaria Italiana) ha dato il via libera al progetto di costituzione di un Fondo di Valorizzazione Imprese (FVI). Si trattera' di un nuovo intermediario, istituito e gestito da una societa' di gestione del risparmio (sgr), il cuiobiettivo sara' il rilancio e la valorizzazione delle imprese sane main situazione di stress finanziario. Il Fondo potra' acquisire crediti dalle banche e risorse finanziarie da investitori, intervenendo nel rafforzamento dell'impresa fino al disinvestimento della partecipazione.






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